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Ne abbiamo sentite di tutti i colori
sul ginseng e le sue proprietà curative:
qualcuno dice che aiuta le donne in menopausa,
qualcun altro vanta le sue proprietà contro
il cancro, altri pensano, semplicemente,
che aumenta le difese del nostro corpo
nei confronti della malattia e della stanchezza.
Quest'ultima versione sembra la più accreditata,
ma, quando si parla di ginseng, siamo
su un terreno ancora abbastanza incerto.
Da cinquant'anni infatti si fanno ricerche
sui ginsenoidi, così si chiamano
i componenti di questa radice, e i risultati
sono spesso contradditori. Alcuni fanno
salire la pressione sanguigna, altri la
fanno scendere, alcuni fungono da stimolanti,
altri da sedativi. Questa capacità di
dare al nostro corpo stimoli molto diversi,
a seconda dei casi, sembra provare che
il ginseng può aiutarci a ristabilire
un buon equilibrio fisico in molte
situazioni.
Possiamo ricorrere al ginseng:
durante la convalescenza di una malattia,
quando ci sentiamo debilitati da stress
e fatica oppure per migliorare le performance
atletiche e la capacità di concentrazione.
La forma migliore per assumerlo è l'estratto
standard di erbe, che contiene circa il
4-7% di ginsenoidi, si può continuare
per due o tre settimane consecutive, ma
poi sarà indispensabile fare un periodo
di "riposo", di altre due o tre settimane,
per evitare l'assuefazione.
Non tutti i ginseng sono uguali:
ce ne sono varietà numerose e diverse.
La qualità più famosa è quella scoperta
in Corea, il ginseng rosso, detto anche
Panax, che, secondo la tradizione orientale,
calma lo spirito e ci rende più saggi.
Sono molto utilizzati ultimamente anche
il ginseng americano e quello Siberiano.
Occhio al prodotto! Ci sono sul
mercato molti prodotti a base di ginseng,
ma hanno spesso una quantità di ginsenoidi
inferiore a quella dichiarata. Quindi
è meglio acquistarlo da un rivenditore
di fiducia.
Attenzione, il ginseng è un toccasana,
ma non si deve utilizzare in caso di gravidanza,
ipertensione, asma e forti febbri. E soprattutto:
mai abusarne! Il ginseng infatti non
ha effetti collaterali, solo se è preso
nelle dosi giuste.
Anche per le cose che fanno bene quindi
vale la regola "il troppo stroppia".
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