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Alcuni di voi avranno già sentito parlare
della reflessologia plantare: una disciplina
di origine cinese, che aiuta a risolvere
alcune forme di malessere attraverso la
manipolazione della pianta dei piedi.
Un massaggio ai piedi? Non esattamente,
abbiamo già parlato di massaggi profondi
come il Deep
Massage o di massaggi orientali dai
nomi impronunciabili come il Surya
Candra Abhiseca; questo è un po’ diverso,
si tratta di un vero trattamento “olistico”,
che considera l’individuo come un’entità
che comprende mente,
corpo e spirito.
Per un reflessologo il piede rappresenta
un microcosmo del corpo in cui tutti
gli organi sono rappresentati e il sistema
nervoso è presente con ben 7.200 terminazioni
nervose.
Insomma non si sa bene dove toccare, è
tutta una terminazione nervosa! No, il
reflessologo sa benissimo dove toccare,
perchè legge il piede come un libro:
il libro del corpo appunto.
Attraverso il contatto potrà aiutarvi
a curare malesseri diffusi come: stati
d’ansia, depressione, problemi di digestione,
cervicale, vertigini, insonnia, cellulite
e ritenzione idrica, squilibri ormonali,
disturbi pre e post parto.
Le
origini della reflessologia
Non si sa con certezza dove e come ebbe
origine, tuttavia la teoria più accreditata
ne colloca i natali in Cina, circa 5000
anni fa. Le basi scientifiche furono però
gettate molto più tardi, in seguito agli
studi neurologici condotti intorno al
1890 da Sir Henry Head a Londra.
Egli scoprì che alcune zone della pelle
sviluppano un’ipersensibilità alla pressione
quando un organo, “collegato” a tali zone
da terminazioni nervose, non funziona
in modo efficace. L’affermazione della
reflessologia va però attribuita all’americano
William Fitzgerald, che definì
una vera “mappa” di relazione tra i punti
del piede e le diverse zone del corpo.
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