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Made in USA? No, made in Italy. Si chiama
power stretching ed è un programma
di allenamento in linea con le ultime
tendenze, proprio quelle di cui vi avevamo
parlato nel nostro articolo Uno
sguardo al mercato, dove si diceva
che tra le discipline del fitness quelle
derivate dallo yoga sono considerate in
pole position nelle preferenze degli americani.
Stefano Carlini e Julio Dieguez Papì
hanno colto subito la palla al balzo,
dando alla luce questo programma di attività.
Così duttile da potersi proporrein
tutte le forme, come lezione a sé
stante o come integrativo di altre attività
del fitness quali: lo step, l'aerobica,
il pump e il total body workout.
Cos'è esattamente il power
stretching?
Un programma di allenamento basato su
una serie di posizioni, con cui si tendono
ed allungano muscoli e strutture connettivali,
per riposizionare i segmenti che costituiscono
il corpo umano.
Questo programma si caratterizza per l'intensità
delle sue combinazioni, la linearità
delle progressioni e il sistema grazie
al quale ogni grande muscolo si stira
e si contrae, con lo scopo di armonizzare
tonificare e rendere fluido il movimento.
Il power stretching è qualcosa
di più del semplice stretching,
per le sue frequenti contaminazioni con
lo yoga e perché tiene in considerazione
anche l'esigenza di tonificare i muscoli,
non solo quella di allungarli.
Una lezione tipo
Una lezione di power stretching si articola
in 5 fasi:
- Fase di riscaldamento: esercizi di
flessibilità in piedi con piccoli
passaggi a terra
- Fase di maggiore intensità:
gli esercizi di flessibilità
si fanno più intensi e si cominciano
ad introdurre alcune posizioni statiche
per la forza.
- Fase alfatonica: si esercita la forza
statica attraverso posizioni di equilibrio.
- Fase mista: si alternano posizioni
di forza e di flessibilità.
- Fase di defaticamento: si ricerca
il rilassamento attraverso esercizi
di training autogeno.
Finalmente un contributo tutto italiano
nel panorama delle nuove tendenze del
fitness. Chi l'ha detto che l'Italia è
solo spaghetti e mandolino?
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