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BODY BUILDING

Lo stress che fa bene

Allenamento, compensazione e recupero: stressare in modo corretto il nostro corpo affinché diventi più forte di prima.
La chiave per il successo di un
programma di allenamento.

 
 
 

Giù i pesi per qualche minuto, sta per iniziare una breve lezione
di teoria dell'allenamento.
Premessa: una volta compreso il principio di funzionamento di
una "macchina", sia un computer o una bicicletta, la lavatrice
o lo stereo, diventa più semplice farne uso. Non serve diventare degli esperti, dei tecnici: è sufficiente avere una certa coscienza
di quello che si sta facendo.
Qual è la "macchina perfetta"? Il corpo umano naturalmente. Cosicché quando si sottopone questa macchina a sforzi di vario genere, come avviene in palestra durante un allenamento, è opportuno conoscere, almeno a grandi linee, secondo quale principio aumenta la massa muscolare, gli addominali vengono
alla luce e i bicipiti si gonfiano con fierezza.
Per questo motivo fare un po' di teoria, introducendo concetti
come omeostasi e supercompensazione, non risponde a una semplice curiosità, tantomeno a un noioso tecnicismo.
L'intenzione è invece di mettere in evidenza il nodo cruciale di
un programma di allenamento fisiologicamente corretto.

Allenamento: lo stress che rompe l'equilibrio
L'allenamento di body building è da considerare un'enorme stress che rompe la normalità, quell'equilibrio anatomo-funzionale che si chiama omeostasi. L'omeostasi è infatti la condizione necessaria
e sufficiente a svolgere la vita di tutti i giorni. L'allenamento è l'elemento di rottura, più o meno forte e intenso.

Compensazione: il nostro corpo risponde
L'allenamento rompe l'equilibrio ma il nostro organismo, per
risposta, si rafforza. Il corpo umano ha infatti delle potenzialità d'adattamento (o compensative) che dapprima ricostruiscono quanto perso nella fase di allenamento, quindi riorganizzano l'omeostasi a un livello superiore (supercompensazione).

Recupero: il tempo da non perdere
Elemento indispensabile da analizzare, è il tempo che trascorre
tra uno stress e quello successivo. Se il tempo che trascorre è insufficiente, ben presto vi troverete in overtrainig (sovrallenamento): questo significa che non si migliorerà,
anzi si potrebbe peggiorare rispetto alla situazione iniziale.
D'altro canto, se ci si allena con una frequenza troppo bassa,
i risultati saranno ugualmente scarsi o nulli.

Detto questo: fornite sempre i giusti tempi all'organismo cercando di ciclizzare e periodizzare l'allenamento.
Indipendentemente dall'obiettivo da raggiungere, chi riesce a combinare al meglio le tre componenti di cui sopra (allenamento, compensazione e recupero) avrà trovato la chiave per il successo.

La lezione è finita! Possiamo riprendere gli allenamenti con lo stesso entusiasmo di prima e con la consapevolezza di ciò che succede al nostro corpo quando viene a trovarsi tra la panca e il bilanciere.

 
 
 
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