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La scorsa settimana nell’articolo Confusione
muscolare…o mentale?
abbiamo iniziato a parlare dei problemi
del training nel body building ed abbiamo
affrontato il problema della durata delle
sedute, del numero di serie da eseguire
e dei tempi di recupero. Oggi parleremo
invece di come organizzare i cicli di
allenamento.
Ciclizzare o non ciclizzare?
Le opinioni sull’argomento sono sempre
molte e molto varie: fare il periodo di
scarico alla ...Tozzi, fare la progressione
continua alla Stuart McRobert, valutare
il nostro recupero tramite delle formule
o ... fare la stessa scheda fino al Giubileo
del 2025? C’è da uscire pazzi con tutte
queste alternative!
Cominciamo col darvi una prima certezza.
Gli studi confermano, senza ombra di dubbio,
che le varie funzioni del nostro organismo
hanno un andamento ciclico: ormoni, temperatura
corporea, pressione, forza muscolare…sono
solo pochi esempi di un andamento organico
che va in funzione dell'ora, del giorno
del mese e dell'anno. L'allenamento sportivo
non è da meno, un atleta natural sembra
capace di sopportare al massimo 2 settimane
di massimo carico di allenamento, a cui
devono seguire 1-2 settimane di scarico
di intensità.
Il ciclo di caccia dell’uomo primitivo
Per milioni di anni il nostro ciclo è
stato:
- caccia, con conseguenti altissimi
stress;
- alte quantità di cibo (bisognava mangiare
tutta la selvaggina appena uccisa, non
c'era il frigorifero!) e i livelli ormonali
si alzavano per recuperare e supercompensare
il glicogeno e la forza/massa per le
successive lotte; (a + b: periodo di
carico, normalmente durava circa 14
giorni);
- periodo di digiuno (il più delle
volte forzato) fino alla prossima caccia
(durata: circa 7-14 giorni);
- il ciclo ricominciava.
Tutto questo è quindi rimasto nei nostri
geni sino ad oggi, e lo sarà ancora per
molto tempo, anche se non facciamo più la
stessa vita e i supermercati hanno reso
praticamente illimitata la disponibilità
del cibo…
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