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In che modo è possibile stabilire
il peso opportuno per l'esecuzione di
un determinato esercizio? Innanzitutto
scegliendo il tipo di lavoro da svolgere.
Definiamo quindi i concetti di volume
e intensità.
Per "volume" s'intende i kilogrammi totali
sollevati dall'atleta;
una serie da 10 ripetizioni con 75 kg,
ad esempio, darà un
volume di lavoro di 750 kg. L'intensità
sviluppata dall'atleta,
nel caso in cui abbia un massimale di
100 kg, sarà del 75%.
Se lo stesso atleta avesse eseguito una
sola ripetizione da
100 kg, il volume di lavoro sarebbe stato
inferiore, però
avrebbe lavorato a intensità massimale.
Questi due tipi di lavoro stimolano
due adattamenti fisiologici diversi; ossia,
variando il numero di ripetizioni in base
al
carico utilizzato si ha un incremento
di capacità diverso.
Con carico alto e poche ripetizioni si
incrementa la forza;
con carico basso e molte ripetizioni la
resistenza.
Per "massimale" si intende il
carico, per un determinato
esercizio, che si riesce a sollevare una
sola volta, in modo
che la ripetizione successiva non sarebbe
possibile.
La "ripetuta massimale" è invece
il numero di esecuzioni (ripetizioni)
che si riesce a eseguire con un determinato
carico.
Le "serie" sono costituite dall'insieme
di ripetizioni.
Serie e ripetizioni costituiscono
il fondamento del lavoro con
i sovraccarichi.
È sempre necessario conoscere il
carico massimale, che può
essere stabilito sperimentalmente (cioè
per tentativi) oppure
con la formula di Brzycki:
CARICO/1,0278 - (0,0278 x RIPETIZIONI).
Per applicare questa formula bisogna agire
nel modo seguente: eseguire l'esercizio
con un carico fino a esaurimento; ovvero,
si continua a ripetere il movimento fino
a quando si riesce a eseguire un'ultima
ripetizione.
A questo punto, inserendo nella formula
il valore del carico utilizzato e delle
ripetizioni che si sono effettuate, si
stabilisce
il carico massimale per quell'esercizio.
Dalle ripetizioni massimali, quindi, si
risale al carico massimale.
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