|
Un dato confortante nel calcio moderno
è che, nonostante
l'elevato numero d'infortuni, la maggior
parte dei giocatori
riesce a recuperare in tempi relativamente
brevi.
Caso esemplare è stato quello di Franco
Baresi, diventato forse
il più famoso recupero in tempi brevi
nella storia dello sport.
Libero della nazionale di Sacchi impegnata
ai Mondiali USA (1994), Baresi, nonostante
l'infortunio e il relativo intervento
chirurgico, dopo tre settimane era regolarmente
in campo a disputare la finale.
L'accaduto ha fatto conoscere l'elettrostimolazione
muscolare, metodologia che permette
di lavorare sui muscoli interessati già
dal giorno seguente all'intervento, senza
sovraccaricarne le articolazioni e i tendini.
Uno dei punti a favore dell'elettrostimolazione
è proprio la minima tempistica di cui
questa tecnica ha bisogno per raggiungere
buoni risultati: venti minuti di trattamento
(ovviamente nel caso in cui
si utilizzi una macchina seria) procurano
un carico di lavoro muscolare che, se
paragonato all'esercizio volontario,
corrisponde a 1200 ripetizioni.
L'elettrostimolazione è stata adottata
non solo dai più attrezzati centri ospedalieri
o di fisioterapia, ma è diventata anche
una metodica d'allenamento di tutte
le discipline sportive.
È da sottolineare che l'allenamento
con l'elettrostimolazione
non sostituisce comunque quello specifico
della disciplina.
Inoltre, sono sempre da affiancare alle
sedute di elettrostimolazione gli esercizi
di coordinazione generale, che consentono
di allenare anche le proprietà neuromuscolari.
VISITA LO SPECIALE ELETTROSTIMOLAZIONE
|