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In ogni sport, il segreto per ottenere
dei buoni risultati è la programmazione:
per ottimizzare il lavoro svolto bisogna
saper stabilire una periodizzazione
dell'allenamento.
Il muscolo ha bisogno di fare dei lavori
differenziati durante l'anno. Sottoporlo
a stress sempre uguali creerebbe una sorta
di assuefazione e, di conseguenza, il
lavoro svolto non
provocherebbe più stimoli nuovi né risposte.
Molti conoscono l'importanza di variare
gli esercizi, ma non
basta: è necessario variare anche il tipo
di lavoro.
La prima cosa a cui riferirsi è la data
della gara, per stabilire così
il momento in cui vogliamo entrare in
forma: può essere il periodo delle vacanze
estive per una persona che va in palestra
e deve superare la "prova costume da bagno",
oppure il campionato per
un giocatore di pallavolo o di calcio.
In questo caso, con il susseguirsi degli
impegni, c'è anche la necessità di dover
valutare in che competizioni essere in
condizioni ottimali, sapendo che la forma
migliore non si può protrarre a lungo
nel tempo.
La stagione va quindi divisa in periodi
o cicli di lavoro definiti: macrociclo
(annuale), mesociclo (mensile), microciclo
(costituito dagli elementi base, vale
a dire le sedute d'allenamento).
Prendiamo l'esempio della palestra: la
nostra stagione, da settembre a luglio,
dura 11 mesi (il famoso macrociclo), ed
è
quindi formata da undici mesocicli. Il
fatto di avere come fine una sola "competizione"
(la prova costume) semplifica le cose,
per cui
la programmazione di lavoro sarà unica
e il macrociclo coinciderà con un anno
di lavoro.
Nel caso di una stagione di gara invernale
e una estiva, il ciclo annuale avrebbe
dovuto essere diviso in due macrocicli.
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