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Una partita di tennis alla TV assomiglia
ad una danza: la palla rimbalza veloce
da una parte all’altra del campo e i tennisti
ogni volta le corrono incontro per rimandarla
di là, secondo un ritmo preciso. Qualche
anno fa poteva assomigliare ad un valzer,
poi a un boogie woogie, oggi rispecchia
le nuove tendenze musicali a ricorda la
musica techno che si ascolta in discoteca.
La palla sembra impazzire, i tennisti
non le lasciano più toccare il campo e
il gioco incalza sempre più veloce.
Come sono invece le vostre partite? Assomigliano
ancora ad un valzer? Allora allenatevi
non solo per migliorare l’efficacia dei
vostri colpi, ma per migliorare il vostro
“gioco di gambe” con il footwork.
Stiamo parlando della tecnica di allenamento
inventata e sviluppata da alcuni allenatori
australiani, tra cui Pat Etcheberry, con
cui i nostri campioni sono diventati così
veloci .
Passettini per guadagnare in velocità
Come ogni buon tennista sa, giocando a
tennis non si può correre velocemente
facendo dei passi lunghi. Difficilmente,
infatti, si riuscirebbe a trovare la giusta
posizione per impattare la palla e la
successiva fase di rallentamento non permetterebbe
l’immediata prosecuzione dello scambio.
Quindi, secondo i principi del footwork,
dovrete allenarvi spostandovi sul campo
con passi molto corti e rapidi.
Mentre vi spostate, dovete tenere le ginocchia
leggermente piegate, senza sollevarvi
troppo dal suolo e spingere soprattutto
con il bordo interno del piede.
Allenarsi su una scala
Per applicare questa tecnica è stata inventata
apposta la Quick foot ladder, una
scala formata da 19 quadrati di materiale
plastico, di 40 cm. di lato ciascuno,
per un totale di 8,40 m. di lunghezza.
Su questa scala ci si può esercitare con
passi a ginocchia alte, passi incrociati
e passi dentro e fuori i quadrati, oppure
con altri esercizi a piacere inventati
da voi.
Migliorare il gioco non è difficile: basta
tirare più forte e sbagliare di meno dell’avversario.
Bella scoperta direte voi!
Ma, in effetti, il tennis moderno punta
soprattutto a questo.
E quindi un po’ di footwork per arrivare
prima e con più precisione sulla palla
e spiazzare l’avversario.
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