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Siamo seduti
davanti alla tv, ad assistere all'ennesimo
match tra campioni del tennis mondiale.
E, come al solito, impressionati dalla
capacità tecnica, dall'apparente facilità
del gesto e dalla sensazione di potenza
che ci viene trasmessa, ci chiediamo:
si tratta ancora di tennisti? O invece
siamo alla presenza di atleti, che con
il vecchio tennis hanno poco a che fare?
Intanto, sul nostro schermo, il campione
colpisce violentemente la pallina, si
sposta con rapidità in tutte le zone del
campo, infaticabile, per ore e ore, fino
alla conclusione del match .
Che cosa è cambiato?
Oggi, anche il semplice appassionato di
tennis dispone di racchette super tecnologiche
che permettono una notevole accelerazione
del ritmo di gioco. Si colpisce più forte,
ci si muove più veloci, si corre di più.
Inevitabilmente, ci si accorge della necessità
di prepararsi non solo sotto il profilo
tecnico, con lezioni ed approfondimenti
specifici, ma anche sotto il profilo fisico.
Ecco che nasce l'esigenza di abbinare
alla tecnica una solida preparazione atletica.
Arriva l'atleta tennista:
il giocatore di tennis deve essere soprattutto
forte e veloce. Intendiamoci, non
come un sollevatore di pesi o un centometrista;
il pesista, infatti, deve sollevare il
più grande peso possibile, una volta sola,
mentre lo sprinter deve raggiungere la
massima velocità su un brevissimo tratto
di pista, sempre una volta sola. Si tratta
in entrambi i casi di prestazioni al limite,
ma effettuate senza ripetizione.
Invece, al tennista si richiede una forza
sufficiente a muovere una racchetta che
pesa meno di 1/2 chilo e, allo stesso
tempo, di spostare e frenare continuamente
il movimento del suo corpo. Il vero tennista
deve essere veloce e agile, per arrivare
con rapidità su ogni colpo, senza seguire
la rettilineità tipica della corsa su
pista. Movimenti diversi (nessun colpo
è uguale all'altro) e ripetuti un numero
elevatissimo di volte.
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