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Una storia d'oltreoceano
“Correva l’anno 1492 quando un tal Italiano,
che aveva nome Cristoforo Colombo, di passaggio
presso quelle terre nuove che lui chiamava ancora
Indie, gustò una bevanda costituita da un succo
denso e amaro ottenuto dai semi di una pianta
nativa del luogo. Questa bevanda era in quelle
lande lontane chiamata Xocoatl, l’insigne marinaio
mostrò di non gradirla, ma le cose andarono
diversamente presso la posterità…e così il cioccolato,
seguendo una rotta inversa a quella di tanti
emigranti europei in cerca di fortuna, scoprì
l’Europa e la colonizzò.
Ma ancora prima che lo scoprisse Colombo e che
diventasse la gioia dei nostri bambini e la
parte più dolce della nostra Pasqua, i Maya
nel Messico coltivavano la pianta del cacao
considerandola una ricchezza divina.”
Come
nasce il cioccolato?
Il cioccolato nasce da un albero delicato e
molto bello che si chiama Theobroma,
considerato anche un albero decorativo, perché
fiorisce tutto l’anno con fiorellini gialli
e rosati. Il frutto si chiama cabosse, quando
è maturo assomiglia ad un bacello di fave e
contiene fino a 40 semi.
Queste fave essiccate subiscono una lunga e
varia lavorazione. La fase più importante è
la torrefazione: un procedimento che elimina
l'umidità e l'acidità, favorendo lo sviluppo
dei principi aromatici. Poi le fave vengono
frantumate e setacciate fino ad ottenere la
pasta di cacao. Da quest’ultima otteniamo con
l’aggiunta di altri ingredienti: il burro cacao,
quello che utilizziamo per le labbra, il cacao
in polvere, il cioccolato e tutti i prodotti
che conosciamo e che ci confortano durante l’attività
fisica, e non solo.
(una
riserva di energia per il fitness...)
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