| Forse no, ma certamente molti di loro seguono
la dieta Mediterranea, che a quanto pare si dimostra non del tutto in grado
di preservarci dal soprappeso e dall'obesità se non accompagnata da una salutare
attività fisica quotidiana. D'altro canto sono invece indiscutibili alcune delle
virtù di questo tipo di alimentazione, che vanta, come la Zona del resto, la prevenzione
da diverse patologie del nostro secolo (per esempio l'olio d'oliva protegge cuore
e cervello, la frutta e la verdura il sistema immunitario, ecc). Fortunatamente
è possibile per gli italiani continuare a "mangiare mediterraneo" negli ingredienti,
magari adottando le proporzioni "a Zona", introducendo il 40% delle calorie
derivanti da carboidrati, il 30% da grassi e il 30% da proteine! La
salute prima di tutto Il Dott. Sears, padre della dieta a Zona, ha ideato
questo metodo basandosi sugli studi effettuati da John Vane, Premio Nobel per
la medicina 1982, riguardo al ruolo di alcune lipoproteine con funzioni anti-tumorali.
Sears aveva scoperto il ruolo di alcuni ormoni, gli eicosanioidi,
nel trattamento di malattie cardiovascolari e del cancro. Questo spinge
a riflettere sul fatto che lo stile alimentare a Zona mira alla salute e al
benessere in generale e alla prevenzione delle malattie legate
all'alimentazione errata. Sears ha pensato che alcuni principi relativi al
trasporto dei farmaci potessero essere applicati alla nutrizione umana per controllare
le risposte di questi potentissimi ormoni. Come? Assumendo il cibo
come fosse una medicina, attenendosi a delle proporzioni (40/30/30). Questa
suddivisione effettivamente stravolge la piramide alimentare classica (60%
carboidrati; 15% proteine; 25% grassi).
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